Da una parte i vincitori, sul gradino più alto del podio, con la Coppa in mano e la medaglia al collo. Dall’altra gli sconfitti, che piangono lacrime amare e non sanno se capiterà un’altra occasione.
Matteo Bruschetta ci racconta in modo inedito e agrodolce, le dieci peggiori nazionali della storia dei Mondiali di calcio, le facce, le difficoltà e le speranze vane di chi non ce l’ha fatta.

L’autore spezza dunque le catene della narrazione ufficiale, per fare spazio a personaggi poco conosciuti al grande pubblico del calcio. Storie di uomini e di sognatori, prima che di atleti e classifiche.
Dieci avventure inedite e tragicomiche raccontano il gioco più bello del Mondo, attraverso i capitoli più curiosi e meno celebrati. “Il meglio del peggio” di venti edizioni dei Mondiali di calcio: nazionali dimenticate in fondo alla classifica, isole minuscole come Haiti o nazioni gigantesche come la Cina, democraticamente accomunate dalla sconfitta.
A raccontare le storie sono personaggi insoliti e marginali, ma non per questo meno poetici: allenatori giramondo e portieri sfortunati, dilettanti allo sbaraglio e campioni nati nel posto sbagliato. Una serie di miti ed eroi improbabili, che ripercorrono la sorprendente ascesa nelle qualificazioni e la disastrosa caduta ai Mondiali della loro nazionale, documentata con statistiche e curiosità. Gli occhi disillusi degli ultimi raccontano la manifestazione calcistica che, più di ogni altra, rappresenta un fenomeno sociale in grado di narrare la propria contemporaneità. Il calcio e i Mondiali sono infatti la scusa migliore per parlare di altro. Dentro a ogni racconto ci sono storia, cultura, politica, società e molto altro ancora. Vittorie (poche) e sconfitte (tante) si mescolano al contesto sociale e politico degli stati dell’Africa, America e Asia da dove arrivano i protagonisti.
Un viaggio in mondi lontani, che desta interesse in ogni aneddoto, non solo per i gol di cui si narra. “I Mondiali dei vinti” è il manifesto di un modo romantico di intendere il calcio, in contrasto con lo spettacolo mainstream e le sue logiche commerciali, per cui conta solo il vincitore. Se anche voi ricordate il preciso istante in cui avete pianto dopo aver frantumato il sogno che inseguivate da anni, se anche voi volete conoscete da vicino come si riesce a viaggiare con speranza pur senza arrivare mai, “I Mondiali dei vinti” è un libro che sarà capace di emozionarvi e lasciarvi addosso la salata sensazione di una sconfitta immeritata. "Tante squadre, raccontate attraverso i personaggi che animarono storie bellissime quando già l’arrivo alla fase finale del torneo rappresenta il Paradiso. Le ricordano, li ricordano, in pochi. E proprio per questo è ancora più bello leggere un libro così". Nicola Roggero.

I PROTAGONISTI
Bolivia - Xabier Arzargorta (allenatore)
Togo - Richomond Forson (difensore)
El Salvador - Ricardo Guevara Mora (portiere)
Zaire - Pierre Ndaye Mulumba (attaccante)
Cina - Bora Milutinovic (allenatore)
Emirati Arabi Uniti - Adnan Al Talyani (attaccante)
Iraq - Ahmed Radhi (attaccante)
Haiti - Philippe Vorbe (centrocampista e capitano)
Antille Orientali Olandesi - Achmad Nawir (centrocampista e capitano)
Canada - Bob Lenarduzzi (difensore e capitano)

L'AUTORE
Classe 1985, Matteo Bruschetta ha scoperto il calcio, e imparato a leggere e a scrivere, grazie alle figurine Panini. Il Mondiale di Italia '90 è il suo primo album collezionato, Roger Milla e Dragan Stojikovic i primi feticci e il gol di Claudio Caniggia la prima delusione calcistica.
Il mondo del calcio lo ha vissuto dal campo come calciatore, dalla panchina come allenatore e dalla tribuna come giornalista sportivo. Ha collaborato con vari quotidiani, tra i quali il Corriere dello Sport, ma dopo otto anni di collaborazione, ha scelto di percorrere altre strade, più tortuose ma con una vista panoramica mozzafiato. Nel 2010 si è trasferito all'estero: Londra, Sidney, Indocina e Praga, dove attualmente risiede.
Nel suo blog footballnotballet.com racconta storie di calcio, soprattutto del passato, con intrecci tra sport, politica e cultura. Laureato in Scienze della Comunicazione, ha scritto la tesi di laurea sulla mancata convocazione di Antonio Cassano ai Mondiali del 2010, analizzando leadership e dinamiche di gruppo all’interno di una squadra di calcio.
Calcisticamente ateo, simpatizza per gli underdog e per chi gioca con coraggio, senza badare al colore della maglia. Concorda che "La vittoria di un titolo è cosa effimera" (Socrates) e che "Chi sa solo di calcio, non sa niente di calcio" (José Mourinho). Appassionato di letteratura sportiva, i suoi scrittori preferiti sono Luigi Garlando e Furio Zara mentre, se deve fare un regalo di compleanno, sceglie: “El fútbol a sol y sombra” di Eduardo Galeano.
Nel 2018 ha pubblicato la collana "Storie Mondiali", composta da tre libri: “I Mondiali dei vinti”, "Cenerentola ai Mondiali" e "Giant killing ai Mondiali".

Ufficio Stampa

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