Ciao a tutti,

Un problema cha attanaglia molti giocatori risulta essere quello della STASI TENNISTICA. L’atleta, ad un certo punto del suo percorso, si rende conto di non riuscire ad andare ne avanti ne indietro e inizia fermamente a credere che qualsiasi miglioramento (anche il più banale) sia impossibile da mettere in pratica.

…. PERCHE’ SUCCEDE?

Spesso, i giocatori, non sono realmente sicuri di quello che hanno bisogno per poter migliorare il loro gioco ma sono fermamente convinto che loro vogliano ancora continuare ad accrescere le proprie potenzialità tennistiche.

In questo articolo, quindi, intendo condividere i miei pensieri su quelli che sono….

i veri segreti per migliorare il tuo tennis!

ECCO LA MIA FORMULA:

BUONE INFORMAZIONI + SFIDA + PERSEVERANZA = MIGLIORAMENTO!

1. BUONE INFORMAZIONI

Alla base della piramide al cui vertice troviamo il miglioramento, insorge la necessità di stabilire quali sono le competenze e le informazioni prioritarie SPECIFICHE sul lavoro da svolgere.

Nel gioco del tennis ci concentriamo principalmente su quattro differenti aree:

TECNICA

TATTICA

FISICA

MENTALE

Dopo un’attenta analisi, il primo passo per qualsiasi tennista è la presa di decisione sull’area specifica che si intende migliorare. Quello che ho scoperto negli anni è che la percentuale più alta dei giocatori presenta molte difficoltà nella gestione dell’AREA MENTALE: sorge la necessità di allenarla principalmente.

Il tennis è uno sport definito “multilaterale” ( sviluppo contemporaneo delle quattro aree), di conseguenza, con il termine “principalmente” non si intende lo sviluppo singolo di questa specifica area. L’obiettivo prioritario (area mentale) rimane quello di maggiore interesse ma gli obiettivi secondari (area tecnica, tattica e fisica) restano a disposizione per completare lo sviluppo tennistico dell’atleta.

Inoltre, la vera scintilla scatta quando il giocatore “sente” il bisogno di lavorare su quella specifica area. A quel punto i risultati arriveranno in minor tempo, divertendosi e senza sforzi!

Secondo il mio parere, il principale motivo del mancato miglioramento risiede nel fatto che nessuno dice con precisione al giocatore su quale area occorre lavorare al fine di incrementare le sue prestazioni.

La mente umana è programmata per resistere ai cambiamenti e ciò rende più difficile il miglioramento tennistico. Un’attenta programmazione “passo dopo passo” condurrà l’atleta al ritrovamento del suo miglior rendimento.

2. SFIDA

Il secondo ingrediente verso il miglioramento tennistico rappresenta LA SFIDA. Due anni fa ho letto un grande libro su questo argomento: “The Inner Game of Tennis” di W. Timothy Gallwey. L’autore presenta un interessante paragone tra il mondo del tennis e quello del surf. Il surfista è alla continua ricerca dell’onda più grossa da poter cavalcare. Perché? La risposta è semplice, in questo modo egli non cerca di domare l’onda e dimostrare la sua manifesta superiorità. Egli mette in discussione se stesso, le sue abilità, il suo coraggio e la sua concentrazione. Ciò non sarebbe possibile se aspettasse un’onda di media grandezza, poiché è solo con il “massimo ostacolo” che si ha l’opportunità di scoprire ed estendere l’intero potenziale.

Ritornando al nostro tennis, tutte le sessioni di allenamento dovrebbero essere programmate in modo tale che l’atleta sfidi sempre se stesso ed i suoi limiti alla continua ricerca del massimo risultato: sono proprio queste le circostanze nelle quali si diventa un giocatore migliore.

….. molti giocatori rimangono nella propria ZONA DI COMFORT!

Un allenamento standard assomiglia al seguente: colpire su ciascuna diagonale per qualche minuto, fare due o tre esercizi che migliorano leggermente il gioco di gambe, colpire alcune volée, provare qualche servizio ed infine giocare un po’ di punti o direttamente un set.

Agli occhi dei meno esperti l’allenamento può sembrare efficace ma, in questo modo si continua a rimanere nella propria zona di comfort. Il problema non è rappresentato dalle esercitazioni che propone il maestro ma da come esse vengono sviluppate. Si può colpire in diagonale e sfidare se stessi in un modo completamente differente. Un esempio: colpire e toccare il mid-point con il piede esterno dopo ciascun colpo. Rimane a completa discrezione del maestro il modo con il quale sviluppare le più svariate esercitazioni al fine di renderlo maggiormente stimolante, competitivo e motivante.

Il mio obiettivo come maestro è quello di ricreare esercitazioni e situazioni tali da coinvolgere il giocatore in una continua sfida con se stesso. Iniziare a programmare gli allenamenti in questa direzione è il secondo segreto per migliorare il gioco.

3. PERSEVERANZA

Ultima, ma non per ordine d’importanza, è la PERSEVERANZA. Cercare di cambiare aspetti del tuo gioco porta inizialmente ad una regressione delle abilità ma, con il tempo, i miglioramenti risulteranno sempre più evidenti. In aggiunta, è importante fissare gli obiettivi a breve, medio e lungo termine ed i rispettivi tempi per raggiungerli. Come insegnano i maggiori esponenti del tennis mondiale Spagnoli e Sud Americani, questo terzo segreto è fondamentale per il raggiungimento della massima prestazione soprattutto quando ci si trova in situazioni di svantaggio o difficoltà. La perseveranza è la qualità che in qualsiasi situazione avversa aiuta il giocatore a scalare le pareti dell’inferno un centimetro alla volta.

…. IN CONCLUSIONE

Se il giocatore si allena sempre nello stesso modo e alla stessa intensità più e più volte, non bisogna sorprendersi se i risultati sono sempre gli stessi!

Quello che occorre fare è semplicemente ripensare agli allenamenti che si stanno facendo e ridisegnarli aggiungendo i tre ingredienti fondamentali che stanno alla base dell’ apprendimento: BUONE INFORMAZIONI, SFIDA E PERSEVERANZA. Bisogna mandare gli allievi fuori dalla loro COMFORT ZONE.

Proprio per questo ho iniziato a scrivere articoli: riuscire a dare tutte le informazioni necessarie volte al miglioramento dei ragazzi ed al raggiungimento del loro livello superiore.

Buon tennis a tutti

Tiziano De Tommaso

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